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Porto
Venere attivo nel recupero sociale dei detenuti
Primo progetto con la Casa Circondariale della Spezia
Ancora un importante progetto di
sviluppo sociale portato a compimento dall'amministrazione comunale
di Porto Venere. Nel mese di Marzo 2005 è stato infatti stilato
l'accordo con la direzione della Casa Circondariale della Spezia, un
programma di collaborazione tra le due amministrazioni e diretto a sostenere
persone con difficoltà sociali.
Il progetto, in questa prima fase a carattere sperimentale, sarà
attivato a favore di un singolo soggetto indicato dal servizio sociale
del Ministero di Grazia e Giustizia e dal Centro Servizio Sociale per
Adulti di Massa tra i detenuti ammessi al lavoro esterno. Il programma
è destinato a far acquisire al partecipante specifiche competenze
ed abilità relative al giardinaggio, al mantenimento del verde
pubblico ed ad altri piccoli lavori integrati nelle attività
di manutenzione e pulizia delle frazioni del territorio di Porto Venere.
Nell'incontro,
avvenuto il 18 Marzo 2005, tra il sindaco Salvatore Calcagnini, l'assessore
ai servizi sociali Carla Danubio e la dottoressa Cristina Bigi (funzionario
responsabile della Casa Circondariale della Spezia) si è anche
parlato di attività future tra le due amministrazioni con particolare
interesse ad interventi legati alla valorizzazione dei siti ambientali
ed alle aree naturali del territorio comunale di Porto Venere in un
contesto di processo di reinserimento sociale dei soggetti attraverso
interventi di grande importanza per le comunità locali.
"Questa
iniziativa - ha dichiarato il sindaco Salvatore Calcagnini - dimostra
la sensibilità del Comune nel settore dei servizi sociali, questo
impegno è un dato storico che vogliamo garantire, ma anche un
servizio innovativo per il quale l'assessore ne ha intuito l'importanza".
"Si tratta di un'attività di indubbio valore che più
di altre consente di fare entrare il detenuto in un contesto sociale
e di riprendere la vita in un tessuto normale - ha chiarito la dottoressa
Bigi - puntiamo molto su iniziative di questo tipo che restituiscono
alle persone dignità".
Importante il contributo d'indirizzo dato dall'assessore Carla Danubio.
"Importantissimo l'intervento che stiamo sviluppando - ha spiegato
l'assessore - specialmente se la vita di gruppo è la genesi reale
dei sentimenti, delle idee, delle abitudini e, in ultima analisi del
carattere stesso degli uomini, se il gruppo è un aggregato di
uomini tenuti insieme da una distribuzione di attività e da uno
scopo comune. L'individuo non si inserisce in modo immediato nella totalità
sociale, ma solo attraverso istanze intermedie. Pertanto, il processo
di socializzazione è quella complessa trasmissione di norme culturali
e regole sociali, cioè dei valori etico-morali e della cultura
antropologicamente intesa, finalizzato a formare la personalità
sociale per poter inserire l'individuo nella società. Ciò
significa che l'individuo socializzato, cioè l'individuo che
ha interiorizzato norme e valori per potersi inserire, è obbligato
alla condivisione dell'apparato normativo per poter essere accettato".
Al progetto è stato interessato anche l'assessorato al decoro
dei borghi che ne seguirà l'applicazione operativa.
"Grazie a questo programma - ha spiegato l'assessore Franco Petacco
- avremo nuove e necessarie risorse da destinare alle attività
di manutenzione e decoro dei borghi e della aree storiche delle frazioni".
Il progetto avrà durata annuale (circa 14 mesi), con possibilità
di ripetere l'esperienza in modo da dare a più soggetti la possibilità
di acquisire conoscenze e competenze specifiche, su di un percorso lavorativo
settimanale di 30 ore. Le attività principali in cui il progetto
che partirà nei primi giorni di aprile verrà inserito
sono quelle della sistemazioni delle aree verdi nelle frazioni, la manutenzione
di spazi degradati nel centro storico, delle spiagge e del lungocosta.
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