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convento olivetano
I monaci di Monte oliveto si insediarono nell'isola del Tino e nell'insenatura delle Grazie con modalità del tutto analoghe a quelle che avevano connotato il loro insediamento a Quarto, primo convento da essi posseduto in Liguria. Il convento sorse su un terreno donato da Costanza di Portovenere a Bartolomeo, abate di Santa Maria di Lucedio, nella diocesi di Vercelli. Eugenio IV nell'atto di donazione concernente l'abbazia del Tino, riconobbe agli olivetani il possesso dell'heremitorium cum eius ecclesia intitolato alla Vergine delle Grazie (Sancta Maria de Gratia nuncupatum) e posto nelle vicinanze di Portovenere ( iuxta opidum Portus Veneris). Si rinviene qui la prima attestazione del toponimo LE GRAZIE. Nicolò Corso e gli Olivetani: Nicolò di Lombarduccio, detto
Nicolò Corso pittore e monaco accolto dagli Olivetani, dipinse
il refettorio delle Grazie. Qui egli realizzò sulle quattro pareti
dell'ambiente, un fregio decorativo includente ventotto oculi prospetticamente
scorciati e dipinse su uno dei lati brevi una vasta e luminosa CROCIFISSIONE;
sul lato opposto era probabilmente prevista un ULTIMA CENA della quale
nonostante le ricerche non è stata trovata traccia. |
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